Il tema dell’equa retribuzione torna al centro dell’agenda istituzionale nazionale, con possibili ricadute significative anche sul sistema economico territoriale. Secondo quanto riportato da La Repubblica il 4 aprile 2026, il Governo starebbe valutando un’accelerazione sull’attuazione della legge delega, con l’obiettivo di definire un sistema di retribuzione “giusta ed equa” e un possibile intervento entro la metà del mese di aprile. Il meccanismo ipotizzato prevede l’individuazione dei contratti collettivi nazionali maggiormente applicati, in termini di imprese e lavoratori, assumendo il trattamento economico complessivo minimo da essi previsto quale parametro di riferimento per garantire livelli retributivi adeguati nei diversi settori. Un’impostazione che punta a rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva, nel quadro del confronto sul superamento dell’introduzione di un salario minimo legale. In tale contesto, Confcommercio, attraverso il vicepresidente con delega alla Contrattazione, Mauro Lusetti, ha evidenziato la necessità di un pieno e preventivo coinvolgimento delle parti sociali nella definizione dei contenuti della delega, sottolineando l’importanza di un percorso condiviso per assicurare efficacia e coerenza all’intervento normativo.
Confcommercio ribadisce la centralità dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, sottoscritti da organizzazioni che rispondono a criteri oggettivi e verificabili di rappresentatività, quali la storicità, l’ampia diffusione, la presenza in organismi di rappresentanza e sistemi di welfare contrattuale consolidati. Tali elementi costituiscono una garanzia di qualità della contrattazione e di equilibrio tra tutela del lavoro e sostenibilità delle imprese.
In questa prospettiva, assume particolare rilievo il contrasto al dumping contrattuale, fenomeno che Confcommercio Bari e BAT porta avanti con determinazione in diverse sedi istituzionali e nei confronti del sistema imprenditoriale. L’applicazione di contratti non rappresentativi o non coerenti con i perimetri settoriali genera infatti gravi distorsioni della concorrenza, penalizzando le imprese corrette e comprimendo i diritti dei lavoratori. Sul territorio, Confcommercio Bari e BAT è da tempo impegnata in attività di sensibilizzazione e supporto alle imprese, promuovendo l’adozione dei contratti collettivi qualificati e rafforzando la consapevolezza sui rischi connessi al dumping contrattuale. Un impegno che si traduce anche nel confronto costante con le istituzioni e le altre parti sociali, al fine di costruire un sistema più equo, trasparente e competitivo. Per un tessuto economico caratterizzato prevalentemente da micro, piccole e medie imprese, il rafforzamento della contrattazione collettiva di qualità rappresenta uno strumento imprescindibile per garantire stabilità, certezza delle regole e condizioni di concorrenza leale. Confcommercio conferma quindi la propria posizione: valorizzare la contrattazione collettiva qualificata come leva principale per assicurare retribuzioni adeguate, contrastare fenomeni distorsivi e sostenere uno sviluppo economico fondato su legalità, qualità e responsabilità.







