“I dati del Sistema Excelsior Unioncamere confermano con chiarezza una criticità strutturale. A livello nazionale, la difficoltà di reperimento del personale ha raggiunto circa il 45% delle assunzioni programmate, mentre in Puglia si attesta intorno al 40%, con punte più elevate proprio nei servizi turistici e della ristorazione. In questo quadro, le elaborazioni territoriali indicano che nel prossimo trimestre, nella sola provincia di Bari, serviranno oltre 8mila addetti nel settore turistico, con livelli di difficoltà di reperimento in linea con il dato nazionale. Non siamo di fronte a un’emergenza temporanea, ma a un problema ciclico che si ripresenta ogni stagione e che rischia di compromettere la piena operatività di migliaia di imprese del comparto Ho.re.ca. Le cause sono note e certificate dagli stessi dati Excelsior: da un lato la mancanza di candidati disponibili, dall’altro il disallineamento tra le competenze richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. Ma accanto a questi fattori, esiste un nodo decisivo che riguarda la qualità del lavoro.
Il contratto collettivo nazionale deve tornare ad essere il riferimento imprescindibile per il settore. Il contrasto ai fenomeni di dumping contrattuale e all’utilizzo di contratti non rappresentativi è una priorità non più rinviabile. Dove non si garantiscono condizioni contrattuali corrette, si crea un danno doppio: si penalizzano le imprese sane e si allontanano i lavoratori. I numeri ci dicono che il problema non è solo quantitativo, ma qualitativo. I lavoratori, in particolare i giovani, chiedono stabilità, retribuzioni adeguate alle competenze e prospettive di crescita. In assenza di queste condizioni, scelgono altri settori o lasciano il territorio, aggravando ulteriormente la difficoltà di reperimento.
Difendere e applicare pienamente i contratti collettivi significa quindi rafforzare la sicurezza del lavoro, sostenere i redditi e contribuire alla permanenza delle nuove generazioni nel nostro territorio. È una leva fondamentale non solo economica, ma anche sociale. Accanto a questo, resta fondamentale investire in formazione e rafforzare il collegamento tra sistema educativo e imprese, per ridurre il mismatch tra domanda e offerta. Ma senza legalità contrattuale e condizioni di lavoro dignitose, ogni intervento rischia di essere insufficiente. Serve un impegno chiaro e condiviso per sostenere le imprese che operano correttamente, rafforzare i controlli e promuovere politiche attive del lavoro efficaci. È necessario dire con chiarezza che i cosiddetti contratti pirata non sono solo una scorciatoia inaccettabile, ma una vera forma di concorrenza sleale che impoverisce il lavoro, abbassa i salari e allontana i giovani dal settore. Contrastarli significa difendere le imprese corrette, ma soprattutto restituire dignità e futuro al lavoro nel turismo.”






