Confcommercio Bari-BAT comprende le preoccupazioni espresse da alcuni residenti del quartiere Umbertino e ribadisce con chiarezza che il rispetto della quiete pubblica e delle regole rappresenta una priorità imprescindibile. È proprio in questa direzione che abbiamo condiviso il Protocollo sottoscritto in Prefettura, volto a rafforzare la collaborazione tra esercenti, istituzioni e Forze dell’Ordine.
I pubblici esercizi sono chiamati quotidianamente a rispettare obblighi precisi: controllo delle emissioni sonore, corretta somministrazione degli alcolici, videosorveglianza, rispetto delle ordinanze comunali e adozione di comportamenti responsabili nei confronti del territorio e della comunità residente. Su questi aspetti continueremo a mantenere alta l’attenzione.
Allo stesso tempo, però, è necessario affrontare il tema con equilibrio e senso di realtà. Vivere in un quartiere centrale, attrattivo e caratterizzato dalla presenza di attività commerciali e locali significa inevitabilmente convivere con una maggiore presenza di persone, luci, servizi e dinamiche urbane tipiche di una città viva. L’alternativa sarebbe immaginare aree progressivamente svuotate, meno frequentate, meno illuminate e inevitabilmente più esposte al degrado e all’insicurezza.
I locali regolari non rappresentano il problema, ma spesso costituiscono un presidio di legalità, occupazione, socialità e controllo del territorio. Una città vissuta è anche una città economicamente più forte, capace di mantenere attrattività, servizi e valore immobiliare. È evidente che quartieri vitali e frequentati conservano nel tempo una maggiore appetibilità rispetto a zone prive di attività e movimento.
Naturalmente, gli episodi di inciviltà vanno contrastati con fermezza. Ma sarebbe ingiusto attribuire automaticamente agli esercenti ogni comportamento scorretto che avviene sulla pubblica via. Serve una responsabilità condivisa che coinvolga tutti: istituzioni, operatori economici, cittadini e famiglie. Anche il ruolo educativo delle famiglie è fondamentale nel trasmettere ai più giovani il rispetto delle persone, dei luoghi e delle regole della convivenza civile.
Occorre inoltre porsi una domanda con grande onestà: davvero si preferirebbe costringere migliaia di giovani a spostarsi in auto verso altre zone per vivere momenti di aggregazione e socialità, anziché avere luoghi controllati e vissuti sotto casa, all’interno di quartieri centrali e monitorati?
La movida va governata, non demonizzata. Confcommercio continuerà a collaborare con Prefettura, Comune e Forze dell’Ordine affinché si rafforzino controlli, prevenzione e dialogo, evitando contrapposizioni che non aiutano la città. Dopo le celebrazioni di San Nicola, siamo disponibili a un confronto pubblico serio e costruttivo, nella convinzione che residenti e imprese debbano essere alleati nella costruzione di una Bari più vivibile, sicura e attrattiva per tutti.







