Si è svolta oggi la tredicesima edizione di “Legalità, ci piace!”, la giornata nazionale promossa da Confcommercio dedicata alla promozione della cultura della legalità economica e della sicurezza urbana. L’iniziativa, organizzata sul territorio da Confcommercio Bari-BAT, si è tenuta a Bari presso la sede di Confcommercio Bari-BAT, in collegamento con l’evento nazionale ospitato nella sede confederale di Roma e trasmesso in diretta streaming. Al centro della giornata il rapporto sempre più stretto tra legalità, sicurezza urbana, vivibilità delle città e competitività economica, con particolare attenzione agli effetti di abusivismo, contraffazione, furti, taccheggio, cybercriminalità e microcriminalità sulle imprese del terziario di mercato.
Nel suo intervento, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito la manifestazione: “Un’occasione importante per riflettere sui temi della legalità e della sicurezza e sul confronto tra imprese e istituzioni, condizioni indispensabili per un tessuto produttivo sano”. Il ministro ha sottolineato come il concetto di sicurezza pubblica si sia evoluto negli ultimi anni, includendo sempre di più i temi della vivibilità urbana, della qualità della vita e della tutela del tessuto economico locale: “La sicurezza urbana ha introdotto nuovi beni da tutelare evidenziando il ruolo centrale delle attività economiche nei quartieri e nei centri cittadini. Il ruolo svolto dai prefetti, definiti presìdi di sicurezza e mediatori con le realtà economiche e sociali del territorio, ribadendo la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità locali. Serve un sistema unitario e coeso”, ha affermato il ministro, sottolineando che la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti rappresenta una condizione essenziale per contrastare illegalità e degrado”.
Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha richiamato il valore dell’etica d’impresa: “L’etica prevede la legalità e la precede – ha affermato Sangalli – evidenziando come le imprese sane rappresentino un presidio di coesione sociale e sicurezza nei territori. Le imprese sane fanno già la loro parte, ma non possono essere lasciate sole davanti all’illegalità. Il presidente di Confcommercio ha, inoltre, sottolineato che il quadro emerso dall’indagine 2025 è “molto preoccupante”. Oltre 41 miliardi di euro di costi per il commercio e i pubblici esercizi e 284mila posti di lavoro regolari messi a rischio. L’illegalità lavora come un tarlo silenzioso che pesa soprattutto sui territori più fragili, consuma la fiducia, altera la concorrenza e impoverisce le città”, Sangalli ha poi richiamato il valore della sicurezza urbana come elemento essenziale per la vita economica e sociale delle comunità.
Da qui la necessità di rafforzare il presidio del territorio, aumentare la presenza delle forze dell’ordine nelle aree più delicate, costruire strumenti di monitoraggio contro baby gang e mala movida, incentivare gli investimenti in sicurezza e sostenere nuove aperture commerciali per contrastare la desertificazione urbana. “Legalità e sicurezza – ha concluso – non sono un costo, ma un investimento sul futuro del Paese”.
“Legalità e sicurezza sono condizioni indispensabili per garantire libertà d’impresa, sviluppo economico e qualità della vita nelle nostre comunità – ha dichiarato il Presidente di Confcommercio Bari-BAT Vito D’Ingeo – “Una città percepita come insicura allontana le persone e svuota i centri urbani. Quando una serranda si abbassa non si spegne soltanto un’attività economica, ma un pezzo di comunità. Ogni serranda aperta rappresenta un presidio sociale e un elemento di sicurezza per il territorio. Per questo è fondamentale sostenere le imprese sane, rafforzare la collaborazione con le istituzioni e contrastare con determinazione abusivismo, contraffazione e microcriminalità. Gli imprenditori stanno facendo la loro parte, ma non possono essere lasciati soli”.
Secondo l’indagine nazionale presentata nel corso dell’evento, il 29% delle imprese del terziario percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025. I furti restano il fenomeno criminale percepito in maggiore crescita (26%), seguiti da vandalismi e spaccate (24,1%), aggressioni e violenze (24,1%) e rapine (24%). Tre imprenditori su dieci dichiarano inoltre di temere che la propria attività possa essere esposta a episodi criminali come furti, frodi informatiche, rapine o atti vandalici. Cresce anche la preoccupazione per fenomeni emergenti come baby gang e mala movida: il 22,8% delle imprese segnala episodi legati alle baby gang nelle aree di operatività, mentre un’impresa su tre teme gli effetti della mala movida, soprattutto in termini di degrado urbano e danneggiamenti. Particolarmente significativo il dato relativo ad abusivismo e contraffazione: quasi sette imprese su dieci (66,6%) si sentono penalizzate da questi fenomeni, soprattutto per gli effetti di concorrenza sleale e per la riduzione dei ricavi. L’indagine evidenzia inoltre la forte diffusione del taccheggio, che colpisce oltre sei imprese del commercio su dieci. Tra queste, quasi una su cinque subisce furti più volte alla settimana o addirittura quotidianamente. I prodotti maggiormente sottratti sono profumi e cosmetici, abbigliamento, accessori moda, piccola elettronica e prodotti alimentari confezionati.
Di fronte a questo scenario, quasi il 90% delle imprese ha investito in sistemi di sicurezza, soprattutto videosorveglianza e allarmi antifurto. A Bari sono intervenuti il Prefetto Francesco Russo e la Presidente della Fondazione Antiusura Antonia Bellomo, che ha illustrato le attività della Fondazione a sostegno delle vittime di usura, gioco d’azzardo e fenomeni connessi all’illegalità. Nel corso dell’incontro, il Prefetto Russo ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra cittadini, istituzioni e imprese, evidenziando come il tema della sicurezza sia legato anche alla fiducia e alla capacità di denunciare i fenomeni criminali. “La prevenzione si costruisce attraverso il lavoro delle forze di polizia, la collaborazione tra istituzioni e il contributo delle attività economiche che rappresentano il primo presidio del territorio”, ha osservato. Il Prefetto ha inoltre evidenziato il ruolo strategico della videosorveglianza e della denuncia come strumenti fondamentali per rafforzare la risposta dello Stato, sottolineando come la collaborazione tra Prefettura, Comune e forze dell’ordine abbia contribuito a rafforzare la percezione di sicurezza e la fiducia generale.
Sono intervenuti inoltre la Vice Questora Elisa Monsone, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Gianluca Trombetti, il Generale della Guardia di Finanza Pasquale Russo e l’Assessora alla Polizia Municipale del Comune di Bari Carla Palone.
Nel suo intervento, il Generale Pasquale Russo ha posto l’attenzione sul fenomeno della contraffazione, oggi sempre più collegato all’abusivismo commerciale e alla vendita attraverso i social network, evidenziando la crescente difficoltà nell’intercettare le merci contraffatte online.
Russo ha richiamato l’importanza della collaborazione tra Guardia di Finanza, amministrazioni locali e associazioni di categoria, invitando gli amministratori locali e gli operatori economici a denunciare tempestivamente i fenomeni illegali. “Le serrande aperte dei commercianti rappresentano sicurezza e presidio del territorio”, ha sottolineato, evidenziando come la presenza diffusa delle attività economiche costituisca una vera sentinella sociale contro degrado, abusivismo e microcriminalità. Nel corso degli interventi è stato inoltre ribadito il valore della prevenzione, della presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio e della necessità di isolare chi non rispetta le regole, rafforzando una cultura condivisa della legalità. La giornata “Legalità, ci piace!” si conferma così un appuntamento di riferimento per promuovere una cultura condivisa della legalità, sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere concretamente le imprese che operano nel rispetto delle regole”.







