Fiducia, competitività, lavoro di qualità e centralità delle imprese del terziario. Sono questi i temi che hanno caratterizzato l’Assemblea Generale di Confcommercio 2026, svoltasi oggi all’Auditorium della Conciliazione di Roma, nel corso di una giornata che ha visto confrontarsi il mondo delle imprese e le istituzioni sulle prospettive economiche del Paese.
Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, che nella sua relazione ha lanciato un appello a rafforzare la fiducia e a sostenere il sistema produttivo italiano in una fase segnata da profondi cambiamenti economici, geopolitici e sociali. A seguire l’intervento del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito l’impegno del Governo a supportare il commercio, il turismo e i servizi, definiti “l’ossatura dell’economia di vicinato” e un presidio fondamentale per la vitalità delle città.
Tra i partecipanti all’assemblea anche la delegazione di Confcommercio Bari e BAT, guidata dal presidente Vito D’Ingeo, a conferma del costante impegno dell’associazione nel rappresentare le istanze delle imprese del territorio e nel contribuire ai processi di elaborazione e indirizzo delle politiche confederali.
L’edizione 2026 dell’Assemblea ha assunto un significato particolare, intrecciandosi simbolicamente con gli ottant’anni della Repubblica Italiana e della stessa Confcommercio. Un traguardo che Sangalli ha richiamato più volte nel suo intervento, definendo la Confederazione “una storia di popolo diffusa in tutto il Paese” fatta di imprenditori che hanno contribuito a costruire città, quartieri, periferie e comunità.
“Ricordare il futuro” è stato lo slogan scelto per l’assise nazionale: un invito a guardare alle trasformazioni che attendono l’Italia senza dimenticare il contributo che il mondo delle imprese ha dato alla crescita economica e sociale del Paese.
Nel suo intervento Sangalli ha ribadito il valore del terziario di mercato, che dal secondo dopoguerra a oggi ha generato milioni di posti di lavoro e rappresenta oltre la metà del valore aggiunto nazionale. Un settore che continua a essere motore di sviluppo nonostante le difficoltà legate all’instabilità geopolitica, ai costi energetici e alle incertezze economiche internazionali.
“Raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia è un valore economico”, ha affermato il presidente di Confcommercio, sottolineando come accanto alle criticità emergano segnali incoraggianti per l’economia italiana, sostenuti dalla tenuta dei consumi, dalla crescita dell’occupazione e soprattutto dai risultati record del turismo.
Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della competitività, della semplificazione burocratica e dell’accesso al credito per le imprese. Sangalli ha inoltre richiamato la necessità di affrontare le sfide demografiche, favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro e governare i cambiamenti prodotti dall’intelligenza artificiale, che sta trasformando profondamente il mondo del lavoro e delle professioni.
Parole condivise dal presidente di Confcommercio Bari e BAT, Vito D’Ingeo.
“La relazione del presidente Sangalli ha offerto una lettura equilibrata e concreta della fase che stiamo vivendo, indicando con chiarezza le priorità sulle quali costruire il futuro del Paese. Ho particolarmente apprezzato il richiamo alla fiducia come fattore economico e sociale, alla centralità delle imprese del terziario e alla necessità di investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze e sull’innovazione. Sono temi che riguardano direttamente anche il nostro territorio, dove commercio, turismo, servizi e professioni rappresentano un pilastro fondamentale per la crescita e la coesione delle comunità locali. La sfida è accompagnare le imprese in una stagione di grandi trasformazioni, riducendo gli ostacoli burocratici, favorendo l’accesso al credito e sostenendo la competitività. Come Confcommercio Bari e BAT continueremo a portare il contributo delle nostre imprese nel confronto nazionale, consapevoli che il dialogo tra territori, corpi intermedi e istituzioni resta la chiave per costruire sviluppo e opportunità”.
Nel suo intervento, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato Confcommercio per il contributo offerto in questi anni al confronto con il Governo, definendo la Confederazione “identità del territorio” e riconoscendo alle imprese del commercio e dei servizi un ruolo essenziale per la vitalità delle città italiane.
“Le serrande aperte sono luce, energia e presidio di sicurezza che niente potrà sostituire”, ha dichiarato la premier, evidenziando come le attività commerciali rappresentino un elemento fondamentale per contrastare i fenomeni di desertificazione urbana e di spopolamento che interessano molte realtà del Paese. Ha anche evidenziato quanto il contributo degli esercizi di vicinato sia fondamentale per la qualità della vita delle comunità e alla coesione urbana.
Meloni ha inoltre confermato l’impegno dell’esecutivo sul fronte del sostegno alle imprese, dell’accesso al credito, della tutela del Made in Italy e ha fatto suo il concetto espresso da Sangalli sul “Sense of Italy”; si è soffermata sulla lotta all’abusivismo e sulla concorrenza sleale e all’importanza del ricambio generazionale nelle attività economiche, patrimonio identitario che rappresenta uno dei principali fattori competitivi del sistema produttivo nazionale. In questo contesto, Meloni ha richiamato il ruolo svolto dalle imprese del commercio, del turismo e della ristorazione nella promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo e nella crescita dei flussi turistici che continuano a registrare risultati particolarmente significativi.
Tra i temi affrontati anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la necessità di contrastare il declino demografico attraverso politiche di sostegno alle famiglie. Particolare attenzione è stata inoltre riservata alle questioni demografiche e occupazionali. La premier ha evidenziato l’importanza di politiche capaci di offrire maggiori opportunità alle giovani generazioni.
Concludendo il proprio intervento, Meloni ha rivolto un messaggio di fiducia al sistema imprenditoriale italiano, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni, imprese e corpi intermedi rappresenti una condizione essenziale per affrontare le sfide della competitività, della crescita e della coesione sociale.







