“Quando si affrontano i temi della mobilità e della trasformazione urbana bisogna partire da un presupposto fondamentale: lo sviluppo economico e quello urbanistico devono procedere insieme. Non si tratta soltanto di discutere di viabilità, ma di riflettere sul futuro economico di Bari, sulla competitività delle attività commerciali e sull’attrattività della città. Come Confcommercio Bari-BAT non intendiamo entrare nel dibattito politico né esprimerci sulla questione referendaria. Non è questo il ruolo di un’associazione di categoria. Il nostro compito è rappresentare le esigenze delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, raccogliendo ogni giorno le istanze degli operatori economici che vivono la città e ne conoscono criticità e potenzialità. Da tempo i commercianti ci segnalano le difficoltà legate alla progressiva riduzione delle possibilità di sosta, soprattutto nelle aree a maggiore vocazione commerciale. Se vogliamo che Bari e il Murattiano possano continuare a crescere come grande centro commerciale naturale all’aperto, capace di attrarre cittadini, visitatori e turisti, dobbiamo creare le condizioni affinché le persone possano raggiungere facilmente le attività economiche. Per questo riteniamo indispensabile il confronto continuo sul piano strategico di urbanizzazione. Una pianificazione moderna richiede il coinvolgimento degli investitori, chiamati a sostenere la realizzazione delle infrastrutture necessarie, ma anche la partecipazione attiva dei commercianti, che conoscono le esigenze quotidiane della città e possono contribuire a orientare le scelte urbanistiche. A questi si aggiunge un terzo protagonista fondamentale: il consumatore, le cui abitudini di acquisto devono guidare la progettazione degli spazi urbani e della mobilità. Occorre distinguere le diverse funzioni commerciali. I negozi alimentari, caratterizzati da acquisti frequenti e veloci, richiedono una disponibilità di sosta di prossimità e facilmente accessibile. Diversa è la realtà del commercio dell’abbigliamento, dove il cliente dedica più tempo all’esperienza d’acquisto. A Bari, e in particolare nel quartiere Murattiano, convivono modelli commerciali differenti: da una parte i piccoli negozi di vicinato, che costruiscono un rapporto personale con il cliente, lo fidelizzano e rappresentano uno degli elementi distintivi del tessuto commerciale cittadino; dall’altra i monomarca e le grandi catene internazionali, che seguono logiche commerciali e modalità di vendita differenti. Già questa distinzione dovrebbe orientare una pianificazione urbanistica capace di prevedere parcheggi e sistemi di accessibilità calibrati sulle diverse esigenze del commercio. Tutto parte dall’economia per arrivare alla mobilità. Le scelte urbanistiche non possono essere uguali per tutti, ma devono tenere conto delle differenti caratteristiche delle attività economiche e dei comportamenti dei consumatori, affinché ogni componente del sistema commerciale possa continuare a svolgere il proprio ruolo nello sviluppo della città. Il commercio ha bisogno di città accessibili, non di una contrapposizione ideologica tra auto e pedoni. La priorità deve essere garantire ai cittadini un accesso semplice, rapido e multimodale ai poli commerciali. Dove il trasporto pubblico non è ancora pienamente competitivo, i parcheggi rappresentano un’infrastruttura essenziale per sostenere la competitività delle attività economiche. Parallelamente, è necessario investire in parcheggi di interscambio, sistemi intelligenti di gestione della sosta e collegamenti efficienti con il trasporto pubblico, così da ridurre la congestione senza penalizzare il commercio. Questa impostazione trova conferma anche nei dati. L’indice Urban Pulse 15 del Centro Studi Tagliacarne evidenzia come le province di Bari e Barletta-Andria-Trani siano ai vertici nazionali per l’accessibilità pedonale ai servizi alimentari e di prossimità. Si tratta di un patrimonio che dimostra il valore della rete commerciale diffusa del territorio. Allo stesso tempo, però, questi risultati non eliminano la necessità di garantire un sistema integrato di mobilità: prossimità, trasporto pubblico e adeguate aree di sosta devono convivere, soprattutto per le attività commerciali che richiamano utenti provenienti dall’intera area metropolitana e dalla regione. Per quanto riguarda il progetto del BRT, valuteremo con attenzione gli effetti che produrrà sulla mobilità cittadina e, soprattutto, i benefici concreti che potrà determinare per il sistema economico e commerciale. Ogni intervento di trasformazione urbana deve essere in grado di coniugare sostenibilità, accessibilità e sviluppo, salvaguardando il ruolo delle imprese che ogni giorno contribuiscono alla vitalità della città.
Allo stesso tempo è necessario affrontare con decisione il tema dei parcheggi strutturali. Da anni si parla della realizzazione di parcheggi interrati e di nuove aree di sosta, ma queste ipotesi non si sono mai tradotte in una pianificazione concreta. Con una programmazione lungimirante, sostenuta anche dal contributo di investitori pubblici e privati, sarebbe possibile realizzare infrastrutture strategiche capaci di accompagnare la crescita della città e del suo sistema commerciale. È proprio questa la visione della rigenerazione urbana che Confcommercio sostiene: una città che cresce mettendo in equilibrio mobilità, accessibilità, commercio, servizi e qualità della vita. Una trasformazione che non può prescindere dal sostegno alle imprese, perché lo sviluppo economico rappresenta una condizione essenziale per rendere i centri urbani più attrattivi e vivibili.
Sarà questo uno dei temi al centro dell’evento nazionale di Confcommercio, in programma il 29 e il 30 ottobre 2026, durante il quale sarà presentato il progetto “Cities”, dedicato alla rigenerazione urbana. Un progetto che propone un nuovo modello di sviluppo delle città, fondato sull’integrazione tra mobilità, accessibilità, commercio e sostenibilità, con l’obiettivo di costruire centri urbani sempre più competitivi, inclusivi e capaci di generare valore per cittadini, imprese e territori”.







